COVID 19: OPPORTUNITA’ DI RILANCIO PER IL SETTORE EQUESTRE

A causa del lock down molte attività sportive sono state bloccate fatta eccezione per l’equitazione, perché è uno sport che si può praticare in sicurezza all’aperto.


Alessandro Garatti

L’anno in corso purtroppo come tutti sappiamo passerà alla storia poiché abbiamo vissuto, stiamo vivendo e vivremo questa pandemia a livello globale che prende il nome di Covid 19. Per difenderci da questo virus sono state limitate le nostre libertà personali con il distanziamento sociale, smart working da casa, chiusura di scuole, università, luoghi di aggregazione come cinema, teatri e palestre e tutto quello che rappresentava il modello cardine di vita occidentale è stato revisionato per poterci proteggere da questo nemico invisibile quanto infido. Il distanziamento sociale, l’impossibilità di viaggiare come consuetudine ha dato impulso alla riscoperta delle attività ludiche sociali e turistiche all’aria aperta. Sempre a causa del lock down molte attività sportive sono state bloccate fatta eccezione per l’equitazione, perché è uno sport che si può praticare all’aperto. L’equitazione in particolare che da anni viveva in sordina limitata ad una nicchia di praticanti per lo più agonisti ha ritrovato attenzione. Infatti a livello didattico è stata premiata dalle famiglie come attività pedagogica all’aria aperta ed è stata riproposta per rilanciare il turismo equestre in Italia, prezioso strumento per poter accedere in maniera alternativa alle meraviglie che il nostro paese ci offre. Complice un mancato ricambio generazionale e la recessione economica erano vent’anni che non si intravedeva una ripresa di questo segmento di settore. Infatti il turismo equestre ha visto il suo momento di gloria negli anni ottanta del secolo scorso fino agli inizi 2000. Questo era dovuto principalmente ad una generazione che foraggiata dai film western e dall’importazione in Italia di migliaia di cavalli argentini era entusiasta di far parte di questo ambiente fino all’ora considerato di nicchia. Inoltre artisti dell’epoca come Battisti e Mogol erano testimonial in prima persona basti ricordare che furono tra coloro i quali fecero il giro d’Italia a cavallo. L’Italia a insaputa di molti detiene molteplici razze di cavalli che si prestano per il turismo equestre ma non solo e le illustrerò nei miei articoli quando darò spazio ai territori da visitare. Riscoprendo questo privilegio auspico che nel momento in cui si decide di provare questo stile di viaggiare ci si rivolga solamente ad operatori seri ed affidabili che detengono gli animali in condizioni decorose e consone. Ecco perché siamo chiamati più che mai a scelte responsabili non dobbiamo scordare che solo le nostre migliori intenzioni portano ad un cambiamento. Dobbiamo privilegiare sempre chi mette in primo piano il benessere animale e l’onestà e non il mero lucro.

Alessandro Garatti, da vent’anni si occupa di cavalli

1 risposta

  1. Latonya

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