ORSO BIANCO: LE CONSEGUENZE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Cari amici umani, oggi voglio parlarvi di ambiente prendendo spunto dal flash mob sott’acqua dello 27 febbraio contro il riscaldamento globale (LaPresse). Ha aderito all’iniziativa dei Cittadini Europei, promossa da Marco Cappato e da Eumans, anche l’acquario di Genova, il più grande acquario d’Europa, allo scopo di sensibilizzare i cittadini contro i cambiamenti climatici.

All’interno dell’acquario tra squali, pinguini e coralli sono stati srotolati alcuni messaggi con scritto “Ci salvi chi può, firma su stopglobalwarming.eu”, per raccogliere un milione di firme entro il 22 luglio 2021 e obbligare la Commissione Europea a discutere la proposta di tassare le emissioni di CO2 – sostenuta da 27 premi Nobel – principali responsabili dell’innalzamento della temperatura media globale.  

Le conseguenze del riscaldamento globale sono gravi e proprio nella giornata dedicata al principe dei ghiacci, l’orso bianco, che cade il 27 febbraio appunto, voglio ricordare che il numero totale di esemplari stimato oggi è compreso tra i 22.000 e 31.000 esemplari (fonte WWF).

Gli orsi bianchi appartengono alla famiglia degli ursidi, i più grandi carnivori terrestri, e vivono la maggior parte del tempo sulla banchisa polare ghiacciata, dove cacciano, si riproducono e allevano i cuccioli. La loro sopravvivenza è minacciata proprio dal cambiamento climatico che modifica il loro habitat, dall’inquinamento dei mari e dalle attività di estrazione petrolifera che espone gli animali ad alti rischi.

Gli oceani si sono riscaldati, la neve e il ghiaccio sono diminuiti e il livello del mare si è alzato. Dal 1901 al 2010, il livello globale medio dei mari si è alzato di 19 cm, dato che gli oceani si sono espansi a causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacci.

L’estensione del ghiaccio dell’Artico si è ritirata in ogni decade a partire dal 1979, con una perdita di 1,07 milioni di chilometri quadrati di ghiaccio in ogni decade. Dal 1990 le emissioni globali di diossido di carbonio (CO2) sono aumentate del 50% circa. Le emissioni sono aumentate più velocemente dal 2000 al 2010 rispetto alle tre decadi precedenti.

Cosa si può fare per non peggiorare la situazione? Sollecitare le autorità competenti ad intervenire per limitare l’aumento della temperatura media a 2°C rispetto ai livelli pre-industriali utilizzando una ampia serie di soluzioni tecnologiche e potete modificare il vostro comportamento. Troverete alcuni utili consigli cliccando sul link :

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata