Da Kiev al lago di Como: la storia di Sensej e Mykola, tra social, viaggi e accoglienza (non sempre) pet-friendly


Cari amici umani e pelosi,
ho finalmente incontrato a Cernobbio, sul lago di Como, il re del web: Sensej_Cat (che in giapponese significa “maestro”) insieme al suo umano Mykola Ofilat.
Con oltre due milioni di follower, Sensej ha conquistato la rete e il cuore di tutti gli amanti degli animali.
Sensej ha quattro anni e mezzo, è un gatto di razza abissina, un tantino egocentrico ma dal carattere estremamente socievole. Ama stare in mezzo alla gente, anche se non gradisce particolarmente la compagnia dei bambini. Non disdegna i luoghi affollati come i centri commerciali, frequenta volentieri i bar – dove si concede qualche piccolo assaggio con l’amorevole assistenza di Mykola – e viaggia serenamente sui mezzi pubblici.
Un gatto in metrò a Milano (by Sensej_Cat)
Elegante ed espressivo, Sensej è un gatto estroverso e vivace che ama farsi ammirare ed essere al centro dell’attenzione. Non si infastidisce quando le persone si avvicinano per un selfie o per una carezza e si trova perfettamente a suo agio in ogni situazione, seguendo con curiosità e pazienza Mykola in tutte le loro esperienze.



Questa è la storia di un’amicizia inossidabile tra umano e gatto, nata a Kiev, città d’origine di Mykola, grazie a un affidamento temporaneo diventato poi adozione. Un legame che li ha portati prima a Como e infine a Cernobbio, dove oggi vivono stabilmente.
Ma com’è iniziata la loro avventura in giro per il mondo?
Sensej soffre particolarmente la solitudine, una caratteristica tipica della razza abissina, e questo ha spinto Mykola a portarlo con sé ovunque, perfino al lavoro.
Un gatto sul Lago di Como (by Sensej_Cat)
Viaggiare non è mai stato un problema per Sensej: pensate che durante il suo primo viaggio in auto, partendo da Kiev, ha percorso ben quattromila chilometri.
La nota dolente, però, riguarda l’accoglienza nelle strutture ricettive cosiddette pet-friendly. Spesso, infatti, queste strutture si definiscono tali senza esserlo davvero.
Un gatto in bici a Milano (by Sensej_cat)
Una struttura può dirsi realmente pet-friendly solo quando è attrezzata per accogliere animali di ogni tipo e taglia, consentendo loro l’accesso libero alle parti comuni: bar, salottini e persino sala da pranzo.
Mykola consiglia sempre di chiedere in anticipo cosa significhi davvero “accettiamo animali”, soprattutto quando si viaggia con un gatto: nella maggior parte dei casi, infatti, gli hotel pet-friendly accettano esclusivamente cani.
Un gatto al ristorante! (by Sensej_Cat)
In sostanza, esistono tre tipologie di strutture ricettive:
- pet-friendly
- pet accepted
- pet tolerated
PET FRIENDLY – “Gli ospiti a quattro zampe sono benvenuti”
- L’hotel è realmente organizzato per accogliere gli animali.
- Sono disponibili ciotole, tappetini, lettini, aree verdi dedicate e, in alcuni casi, anche menù speciali.
- Lo staff è abituato a interagire con i pet e segue regolamenti chiari, ma sempre improntati all’accoglienza.
- L’animale è considerato parte integrante del soggiorno, non un problema.
PET TOLERATE – “Se proprio devi portarlo…”
- L’hotel permette l’accesso agli animali, ma senza offrire servizi dedicati.
- Vietato l’ingresso a ristorante, piscina e ad alcune aree comuni.
- Spesso viene richiesto un costo extra per la pulizia.
- Il pet è ammesso, ma non coccolato.
PET ACCEPTED – “Sì, ma…”
- L’animale è ammesso solo per regolamento, non per reale disponibilità.
- Non sono previsti servizi dedicati e il personale è spesso poco preparato.
- L’accesso è consentito con restrizioni severe: talvolta è richiesto di tenere l’animale sempre nel trasportino o di non lasciarlo mai solo in camera.
- Più che un’accoglienza, si tratta di una concessione.
Anche per quanto riguarda i viaggi, esistono ancora molte restrizioni e discriminazioni nei confronti dei pet. Viaggiare in treno è sicuramente più semplice, ma spesso è necessario spostarsi in aree dedicate dove possono convivere cani e gatti. L’esperienza in aereo con un gatto, nonostante la possibilità di viaggiare in cabina, si è rivelata piuttosto negativa. C’è ancora molto lavoro da fare per migliorare la situazione.
Il nostro incontro si conclude qui. Sensej, dopo aver posato per un’ultima foto, si congeda con l’eleganza che lo contraddistingue, indossando un simpatico giubbino imbottito (gli abissini, infatti, soffrono particolarmente il freddo).
Noi della redazione di TGAnimals lo salutiamo insieme a Mykola, sperando di avere presto un’altra
occasione per ritrovarci.
Alla prossima,
Ginger
Direttore di TGAnimals

